Vinitaly 2015: fatturato record per i vini italiani

Vinitaly 2015: fatturato record per i vini italiani

Si è aperta ieri, 22 Marzo 2015, la 49° edizione di Vinitaly, il Salone internazionale del Vino e Distillati, storico appuntamento di Verona Fiere.

Oltre 4.000 espositori presenti, operatori specializzati da 120 paesi e delegazioni commerciali da 52 nazioni. Quesi i numeri  Vinitaly 2015, in contemporanea a Sol&Agrifood, rassegna dell’agroalimentare di qualità, ed Enolitech, salone dedicato alle tecnologie per la viticoltura e l’olivicoltura.

“Il settore vitivinicolo è un patrimonio fondamentale per l’Italia con oltre 14 miliardi di euro di fatturato e migliaia di aziende che rappresentano con passione, innovazione e professionalità la ricchezza dei nostri territori. Vogliamo aiutare queste esperienze a crescere, liberandole da lacci burocratici che le hanno appesantite in questi anni. In questi dodici mesi abbiamo messo in campo un’operazione di semplificazione che ha portato alla dematerializzazione di 64mila registri, al taglio di burocrazia inutile e che ha iniziato davvero a mettere la pubblica amministrazione al servizio delle aziende. Abbiamo anche approvato il tanto atteso decreto per i diritti d’impianto e siamo stati protagonisti del piano straordinario per l’internazionalizzazione che vedrà proprio l’agroalimentare al centro delle azioni”.

Con queste parole, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina ha inaugurato l’evento annuale, preziosa vetrina per le aziende e appuntamento fisso per gli appassionati.

Ma c’è di più. Da Verona arriva una buona notizia: in controtendenza all’andamento del Pil il fatturato del vino e degli spumanti in Italia cresce ancora dell’uno per cento e raggiunge nel 2014 il valore record di 9,4 miliardi per effetto soprattutto delle esportazioni che hanno raggiunto i 5,1 miliardi (+1,4 per cento) mentre è risultato praticamente stagnante il valore delle vendite sul mercato nazionale che sono risultate attorno ai 4,3 miliardi. Questo è quanto emerge da una analisi della Coldiretti presentata all’ apertura di Vinitaly  2015 dove al proprio stand, nel  è stato esposto per la prima volta il vino poliglotta simbolo dell’Expo per far conoscere in 42 lingue i primati del patrimonio vitivinicolo nazionale.

Brindiamo?

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Pasta al ragù speziato con crema di zucca e asiago

Pasta al ragù speziato con crema di zucca e asiago

A vederla così, come Madre Natura l’ha fatta, la zucca sembra avere ambizioni speciali. La forma buffa, un colore che di certo non passa inosservato. E poi il suo sapore… dolce e voluttuoso.

La zucca o la ami o la odi.

Fonte:acouplecooks.com

Fonte:acouplecooks.com

Quelli che ne sviluppano un’ossessione: “la imbuco nel minestrone, la friggo, la frullo, la mescolo, ci faccio il risotto e perfino i biscotti”. Quelli che invece: “troppo dolce e troppo colorata per i miei gusti”.

Che siate zucca-dipendenti o suoi nemici giurati, questa ricetta è pensata per voi.

Avete mai provato la pasta al ragù speziato con zucca e asiago? Pensate davvero di resistere ad un piatto sfizioso e così figo! Date una scossa ai palati più sciatti, provate i nostri rigatoni con crema di zucca.

Via, inforcate i grembiuli.

INGREDIENTI per 4 persone

400 g di rigatoni

Per il ragù:

300 g di macinato misto 15 g di funghi porcini secchi 80 g di carote 80 g di zucca 1 cipolla rossa 2 cm di zenzero 1 manciata di uvetta una decina di nocciole una decina di mandorle i gherigli di 3/4 noci un rametto di rosmarino 1 bicchierino di marsala 1 tazza di brodo 1 cucchiaino di zucchero peperoncino q.b. sale q.b. olio evo
Per la crema di zucca e asiago 350 g di zucca 60 g di asiago 1 cucchiaino di curry 1 cucchiaino di paprika dolce 1 cucchiaio di miele sale q.b. acqua q.b. latte q.b.

ISTRUZIONI

Mettete nel frullatore i porcini rinvenuti in acqua e ben strizzati, la carota, la zucca, la cipolla, lo zenzero, l’uvetta, i tre tipi di frutta secca, il rosmarino e il peperoncino finche non sono sminuzzati finemente tutti gli ingredienti.

In una penstola far scaldare l’olio e una volta caldo aggiungeteci il battuto, fate rosolare per 5/7 minuti a fiamma media mescolando spesso, aggiungete la carne e fatela rosolare appena, salate, aggiungete lo zucchero e il marsala e fatelo evaporare, poi, aggiungete il brodo.

Coprite e fate cuocere per un’orett, fino a quando il ragù non sarà diventato bello denso. Se necessario, aggiungete altro brodo.

Per la crema di zucca e asiago, tagliate la zucca a cubetti e mettetela in un pentolino, copritela a filo con pari quantità di latte e acqua, salate, aggiungete il curry e la paprika e fate cuocere fino a quando non sarà diventata morbida. A quel punto frullate il tutto fino a ridurla in crema.

Aggiungete l’asiago e il miele e lavorate ancora un po’. Tenetela in caldo. Cuocete la pasta, scolatela al dente, rimettetela nella pentola e conditela con il ragù, rimettete su fiamma bassa per uno/due minuti, se necessario, aggiungete un po’ dell’acqua di cottura.

Aggiungete parte della crema di zucca e asiago, mescolate bene, impiattate e servite con altra crema a parte e grana padano, affinché chi lo desidera possa aggiungerne.

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Al via la quinta edizione del festival dello streetfood

Riparte per il quinto anno consecutivo il giro d’Italia dello streetfood, un appuntamento che toccherà oltre 15 regioni e che promette di essere, anche quest’anno seguitissimo da tutti gli appassionati del settore. Una “moda” quella del cibo da strada che negli ultimi anni è diventata sempre più popolare e oggi è diventato un vero e proprio modo di fare cucina.

street_food_istanb_360Lo street food è una cultura e non si improvvisa – spiega Massimiliano Ricciarini, presidente dell’Associazione Streetfood – chi ha potuto partecipare agli eventi degli anni passati potrà confermare l’esperienza e la profonda conoscenza della storia, della tradizione e cultura del cibo di strada italiano oltre che mondiale; oggi lo streetfood è divenuto una moda, ma è la nostra Associazione che se ne occupa dal 2008, partendo nel 2010 con il primo evento dedicato a questo vero e proprio patrimonio nazionale“.

Sono molti i cibi di strada che negli anni l’Associazione ha portato alla ribalta. La Farinata Piemontese, il Pastin bellunese, lo Gnocco fritto emiliano, la Piada romagnola, la Porchetta di Monte San Savino e molti altri che verranno riproposti anche quest’anno.

Si parte da Novara, dal 27 al 29 marzo in Piazza Puccini.

Sul sito www.streetfood.it tutte le date di quest’anno

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Festa per la cucina italiana, dopo 14 anni torna la “pajata”

Dopo 14 anni, sulle tavole degli italiani, torna la pajata, il gustoso piatto tradizionale scomparso nel 2001 per effetto delle restrizioni sanitarie imposte per far fronte all’emergenza della mucca pazza (BSE).

pajataL’annuncio è arrivato dalla Coldiretti e tutta la soddisfazione si percepisce nelle parole del presidente Roberto Moncalvo: “Un risultato importante per consumatori, ristoratori, cuochi, macellatori e allevatori che, oltre ad avere rilevanza sul piano gastronomico, ha anche effetti su quello economico con la valorizzazione dell’allevamento italiano in un difficile momento di crisi“. Moncalvo sottolinea anche “il determinante impegno del Ministero della Salute

L’evento si è festeggiato proprio nella sede dell’organizzazione a Palazzo Rospigliosi con la preparazione di una “maxi pajata”.

“Pajata” è il termine romanesco che definisce la prima parte dell’intestino tenue del vitello da latte che è stato sostituito, fino ad oggi, nei ristoranti e nelle trattorie dall’intestino d’agnello. E’ l’ingrediente principale di uno dei piatti tipici della cucina e della cultura gastronomica romana: i rigatoni con la pajata.

La decisione della Commissione Europea – osserva Coldiretti – è una giusta conseguenza del fatto che dal 2009 non si registrano casi di mucca pazza tra bovini in Italia per il rigido sistema di controlli e per le misure di sicurezza messe in atto anche con grandi sacrifici dagli allevatori.

Tutti a tavola dunque, potete trovare la ricetta originale sul nostro sito nella sezione “Le nostre ricette” o cliccando qui.

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Ricetta: Rigatoni con la pajata

Ingredienti per 4 persone:

1 kg di pajata
400 gr di rigatoni
1 bicchiere di vino bianco
1/2 cipolla, 1 carota e sedano tritati finemente
1 spicchio d’aglio
500 gr di passato di pomodoro
80 gr di pecorino romano grattugiato
7-8 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1 cucchiaio di sale grosso
1 peperoncino

Tagliare a pezzi di circa 10 cm il budello e formare delle piccole ciambelle legando i pezzetti con del filo, facendo attenzione che il contenuto non esca fuori.
pajataScaldare l’olio in una padella e versare le piccole ciambelle di pajata insieme al sale grosso, la cipolla, la carota, il sedano, l’aglio e il peperoncino spezzettato.
Rosolare a fuoco basso, facendo attenzione che la pajata non si attacchi, rigirandola di tanto in tanto con un cucchiaio di legno.
Quando è ben rosolata, aggiungere il vino. Coprire la padella e cuocere per 10 minuti a fuoco sempre basso, a questo punto, aprire il coperchio per far evaporare il vino. Aggiungere il passato di pomodoro e cuocere per circa 2 ore, sempre a fuoco basso, mescolando di tanto in tanto, aggiungendo dell’acqua calda al bisogno e facendo sempre attenzione a non rompere le ciambelle, fino ad ottenere un sugo denso.
Cuocere la pasta e scolarla al dente nella padella del nostro intingolo. Ripassare 1 minuto a fuoco basso, aggiungendo il pecorino romano e mescolando per mantecare bene.

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